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Oggi 7, il 13 ottobre 1997
Philip
Gossett, il massimo esperto mondiale della musica di Rossini,
presenta La Cenerentola al pubblico entusiasta
della NYU.
Chi
non ha passato gli ultimi tempi in clausura o a bordo della
sfortunata Mir saprà che il nuovo allestimento al Metropolitan
de La Cenerentola di Rossini è l'avvenimento
più atteso dell'attuale stagione lirica. Protagonista
di quest'occasione prestigiosa (che avrà luogo il 16
ottobre) è la giovane e reclamizzatissima Cecilia Bartoli,
già vedette di numerose edizioni dello splendido dramma
giocoso nei teatri di tutto il mondo, in compact e in videocassetta.
La prima de La Cenerentola al Met è
l'ultima di tutta una serie di avvenimenti felici per gli
amatori dell'opera rossiniana a New York: la stagione passata
Eve Queler ci ha regalato una sontuosa edizione di Armida
con Renée Fleming, una delle artiste liriche più
apprezzate del momento, mentre proprio in questi giorni gli
spettatori della New York City Opera si dilettano con L'Italiana
in Algeri in una versione "aggiornata,"
accolta con una certa perplessità, ma ricca di incontestabili
pregi teatrali e musicali.
Altrettanto
felice è stata la conferenza tenuta lunedì scorso
alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University
da Philip Gossett, uno dei massimi esperti mondiali della
musica di Rossini. Il dottor Gossett, professore di musica
e preside della University of Chicago, nonché redattore
generale delle edizioni critiche delle opere di Rossini e
Verdi, collabora al Metropolitan come stylistic adviser per
il nuovo allestimento de La Cenerentola.
Accademico spiritoso quanto erudito, il dottor Gossett ha
coinvolto un serrato pubblico con le sue osservazioni sottili,
illustrando la sua conferenza con brani cantati ed eseguiti
con brio al pianoforte—seppure, ha ammesso con garbo,
senza la bravura della Bartoli.
La
Cenerentola, ha spiegato il dottor Gossett, è
un'opera per diversi motivi affascinante, prima di tutto per
la sua complessità drammatica e musicale. Scritto nel
1817 su libretto di Giacomo Ferretti per il Teatro Valle di
Roma, questo dramma giocoso comprende motivi e personaggi
caratteristici dell'opera buffa, di cui l'esempio classico
è Il barbiere di Siviglia dello
stesso Rossini. Tipico dell'opera buffa è Don Magnifico,
il patrigno di Angelina-Cenerentola: le sue arie procedono
per un tipo di patter, mentre l'elaborazione melodica è
affidata all'orchestra. La Cenerentola,
però, trascende le convenzioni dell'opera buffa. La
musica di Angelina, per esempio, tocca vertici di raffinatezza
e di opulenza proprie delle eroine di opera seria, mentre
il ruolo di Alidoro (il tutore del principe) va affidato a
un vero e proprio basso nobile. Insolita per un'opera buffa
anche è ciò
che il dottor Gossett ha definito "l'approccio da musica
da camera" manifestato ne La Cenerentola:
la ricchezza delle trasformazioni tematiche sfoggiata nella
finale del primo atto e nel rondò conclusivo.
La
conferenza ha trattato anche delle vicende de La Cenerentola
che, come altre opere del richiestissimo Rossini, fu scritta
nell'arco di poche settimane. Molti, ha notato il dottor Gossett,
tendono ad archiviare questo fatto come un caso di "superficialità
italiana"—mentre il "genio tedesco" spiegherebbe
la composizione delle ultime tre sinfonie di Mozart in un
simile giro di tempo. Invece il manoscritto de La
Cenerentola è "immacolato," secondo
il dottor Gossett, e testimonia dell'estro inesauribile del
compositore. L'allestimento del Metropolitan, infatti, si
basa sull'edizione critica pubblicata dalla Fondazione Rossini:
da attendersi con piacere è l'esecuzione di questa
partitura scintillante da parte dei valenti "professori
d'orchestra"del Metropolitan.
La
disponibilità di biglietti per La Cenerentola
è limitata: si possono prenotare telefonando al 212.362.6000.
Per L'Italiana in Algeri alla City Opera,
invece, occorre rivolgersi a Ticketmaster, 212.307.4100. Da
non perdere sono i meravigliosi saggi del dottor Gossett inseriti
nei programmi dei due teatri, nonché il suo articolo
su Rossini nel New Grove Dictionary of Music.
Per
chi invece non avesse la possibilità di accedere al
Metropolitan o alla City Opera, le consolazioni sono tante.
Fondamentale per chiunque s'interessi alle opere di Rossini
è il video de La Cenerentola distribuito
dalla Deutsche Gramophon/Unitel, forse l'edizione più
bella in assoluto, e uno dei pochissimi casi di un'opera lirica
filmata in modo del tutto esemplare. Tra i suoi pregi: la
direzione musicale di Claudio Abbado, la messa in scena sottile
e frizzante del lamentato Jean-Pierre Ponnelle e un cast d'eccezione:
Frederica von Stade nel ruolo principale, nobile e graziosa,
ideale nel vocalismo e nella figura; Claudio Desderi, magistrale
nella parte di Dandini; e Francisco Araiza (non ancora fracassatosi
sugli scogli di Lohengrin), un Don Ramiro da vero principe
azzurro. Per quanto riguarda le edizioni in compact, quella
diretta da Abbado, sempre della DG, ma con Teresa Berganza
come protagonista, è raffinatissima, anche se un tantino
fredda.
Indispensabili,
invece, sono i brani registrati or son una settantina d'anni
dalla grandissima Conchita Supervia e riediti da diverse case
discografiche (EMI, Nimbus, Pearl, Preiser). C'è chi
paragonò il vibrato della Supervia al "fracasso
di dadi in una scatola," mentre altri le rimproverarono
una certa "selvatichezza." Ma non ragioniamo di
"questi sciaurati, che mai non fur vivi": la Supervia
rimane un'artista eletta fra gli eletti, indimenticabile per
il suo virtuosismo, per la sua acutezza espressiva e per la
sua spudorata e divina individualità. Senza togliere
nulla alle altre illustri rossiniane, che sono tante—la
Berganza, Maria Callas, Victoria de los Angeles, Zara Doloukhanova,
Marilyn Horne, Giulietta Simionato e la von Stade, solo per
cominciare—la Supervia è senza pari come Angelina,
Isabella (de L'Italiana in Algeri) e Rosina
(de Il barbiere). (E se avete avuto la sfortuna
di subire quella turpe parodia della Carmen
in mostra ultimamente al Metropolitan, vorrete esplorare anche
la bohémienne della Supervia, tutta moine e ferocia.)
Qualunque
siano le vostre scelte, vi auguriamo buon ascolto e buona
visione delle opere dell'insigne maestro di Pesaro.
©1997-2004
Marion Lignana Rosenberg.
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