| Da
Oggi 7, il 29 dicembre 1997
Alla Casa
Italiana Zerilli-Marimò Paolo Galluzzi, curatore della
mostra Mechanical Marvels: Invention in the Age of Leonardo,
dedica la Sir Harold Acton Lecture al grande da Vinci.
Leonardo
da Vinci, "il primo autore multimediale." E' questa
la conclusione suggestiva del discorso pronunciato alla New
York University giovedì scorso da Paolo Galluzzi, direttore
dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze e
uno dei massimi esperti mondiali del da Vinci ingegnere: una
delle tante facette di questo genio universale italiano, quanto
mai sorprendente e moderno a più di mezzo millennio dalla
nascita.
Quella del professor Galluzzi è stata la prima Sir
Harold Acton Lecture pronunciata alla Casa Italiana. Questa
serie di conferenze si svolge in memoria di Sir Harold Acton,
che per amore della civiltà italiana fece dono de "La
Pietra," la sua villa toscana, alla New York University.
Si tengono due conferenze all'anno—una a Firenze e l'altra
a New York—su argomenti di interesse alle comunità
italiana e italo-americana e relativi alle arti, agli affari,
al governo o alle scienze. Galluzzi—professore di Storia
della scienza a Firenze, nonché curatore della mostra
Mechanical Marvels: Invention in the Age of Leonardo (al World
Financial Center di Manhattan fino al 1° marzo 1998)—ha
parlato dell'arte di rappresentare le macchine, uno dei tanti
campi in cui il da Vinci operò una vera e propria rivoluzione.
Uno dei luoghi comuni degli studi rinascimentali, ha spiegato
Galluzzi a una sala stracolma, è quello del presunto
"naturalismo" o "proto-naturalismo" del
da Vinci, il suo "potere di osservazione," soprattutto
per quanto riguarda i suoi famosissimi disegni di macchine,
di animali e di fenomeni del mondo naturale. Galluzzi, però,
ha affermato che la grande innovazione dei disegni del da
Vinci consiste proprio nell'abbandono di una figurazione "realistica"
a favore di una rappresentazione più schematizzata,
di "un'interpretazione puramente meccanica della realtà."
E' un approccio che avrebbe le sue origini nella cultura neo-platonica
del da Vinci (per cui l'arte era soprattutto "cosa mentale"),
e che si manifesta non solo nei disegni che fece di macchine,
ma anche nelle rappresentazioni che creò della macchina
più straordinaria di tutte: il corpo umano—soggetto,
per il da Vinci, non meno di altre "invenzioni"
a tutte le leggi universali di cui dispone la natura.
Galluzzi ha osservato, infatti, che nelle mani del da Vinci
(nei suoi straordinarî studi dell'idrodinamica, per
esempio), la natura sembra piuttosto "un artificio straordinario,"
mentre l'arte può sembrare addirittura più "naturale"
della natura—caso esemplare dell'amore per il paradosso,
della coincidentia oppositorum tanto cara alla cultura neo-platonica.
Ed è, infatti, la coincidenza della teoria e dell'esperienza—delle
parole e dei disegni—delle leggi universali e dei "processi"
naturali nei quaderni del da Vinci che fa di lui, per citare
la formula scintillante del dottor Galluzzi, il primo autore
multimediale—cinque secoli prima dell'invenzione del
CD-ROM.
La mostra Mechanical Marvels, curata dallo stesso Galluzzi,
analizza in modo più esauriente le innovazioni del
da Vinci e dei suoi contemporanei, attraverso una vasta gamma
di modelli reali e "virtuali." Si svolge alla Liberty
Street gallery del World Financial Center fino al 1° marzo
1998; è aperta dal martedì al venerdì
dalle 11,00 fino alle 18,00, e il sabato e la domenica da
mezzogiorno fino alle 17,00.
©1997-2004
Marion Lignana Rosenberg.
|